Boicottaggio e Consumo Critico per Combattere la Crisi

boicottaggioFinchè si permette alle aziende di delocalizzare indiscriminatamente e si consente ai borsisti di fare vendite allo scoperto, nessuna strategia adottata dai politici riuscirà mai a frenare la crisi economica globale. Noi cittadini, dal basso, possiamo fare molto.


Con la globalizzazione dei mercati, sempre più imprese spostano le proprie produzioni dove il costo del lavoro è più basso, fregandosene se chiudono fabbriche in un paese per riaprire altrove solo per fare maggiori profitti semplicemente sfruttano nuova manodopera a basso costo, senza diritti e trattata alla stregua di veri e propri schiavi.

Parallelamente, nel campo dell’economia virtuale, la borsa è diventata sinonimo di speculazione poichè sempre più spesso i trader comprano e vendono azioni (che di fatto non possiedono) nel giro di pochissimi minuti per trarre vantaggio esclusivamente dalle oscillazioni di prezzo (vendite allo scoperto).

Due grossi problemi fra i tanti ai quali i politici, per svariati motivi, non riescono a porre rimedio.

Riguardo le vendite allo scoperto anche noi comuni cittadini possiamo fare poco o nulla.

Discorso diverso per quanto concerne l’economia reale dove, da consumatori, abbiamo il potere di agire concretamente e cambiare le cose in maniera drastica e radicale.

Le efficaci strategie che potrebbero permetterci di contribuire attivamente a combattere la crisi e sopratutto la perdita di posti di lavoro, consistono nel boicottaggio e nel consumo critico, temuti tanto dalle piccole aziende, quanto dalle grosse multinazionali.

Definizione di boicottaggio

Il boicottaggio è un’azione posta in essere da singoli individui o gruppi di persone, finalizzata a ostacolare e modificare determinati comportamenti (in questo caso aziendali) che non rispecchiano principi etici o morali ma guardano esclusivamente al profitto.

Definizione di consumo critico

Il consumo critico consiste invece nel praticare abitudinariamente la valutazione di ogni aspetto legato alla storia del prodotto o servizio che si intende acquistare (zona di produzione, provenienza delle materie prime o delle merci, condizioni riservate ai lavoratori, rispetto per l’ambiente, ecc).

Adottare il boicottaggio e il consumo critico di massa, può obbligare le aziende a modificare le proprie modalità operative che le porterebbero altrimenti a perdere quote di mercato come già è accaduto tante volte in passato. Molti famosi brand di grosso calibro sono stati indotti in passato ad adottare un codice di comportamento che rispecchiasse quanto proposto tramite boicottaggio da parte dei consumatori.

Nonostante l’indiscutibile efficacia, il fenomeno continua ad assumere proporzioni molto marginali rispetto alle sue enormi potenzialità; eppure si potrebbe fare molto in modo piuttosto semplice.

Vista l’attuale situazione economica che sta inesorabilmente accrescendo sempre più il numero dei cosiddetti nuovi poveri sopratutto a causa della perdita di posti di lavoro, sembra giunto il momento di applicare in massa le efficaci armi del consumo critico e del boicottaggio.

Come contribuire al rilancio dell’economia

Pochi accorgimenti mirati, potrebbero fare la differenza; vediamo come agire.

  • Non comprare prodotti/servizi da aziende che chiudono le fabbriche e licenziano in Italia per aprire all’estero dove la manodopera costa meno ed è sfruttata;
  • evitare prodotti made in cina che spesso sono realizzati sfruttando  la manodopera a basso costo, senza diritti, e impiegando materie prime tossiche provenienti dai rifiuti (fonte: Report del 20 novembre scorso );
  • non comprare da aziende o negozi che sfruttano il lavoro nero;
  • preferire l’acquisto di prodotti realizzati da aziende locali;
  • parlare di queste pratiche con altra gente per fare in modo che vengano adottate dal maggior numero di persone possibile.

La possibilità di scegliere al momento dell’acquisto è l’arma più efficace che possiamo usare per costringere le aziende a seguire le nostre indicazioni visto che, solo quando cominciano a veder calare il fatturato, le imprese seppur a malincuore corrono ai ripari accogliendo le richieste dei consumatori.






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