Un passo in avanti verso la lotta all’inquinamento, che rende i cittadini responsabili riguardo le tematiche del riuso e del riciclo.
Il mondo e’ infestato dai sacchetti di plastica e solo nel vecchio continente ogni anno ne vengono utilizzati circa 100 miliardi.
Provate a immaginare in Europa chi ne consuma di più? Ben 20 miliardi di buste ogni anno, pari al 25 per cento del totale le consumiamo in Italia.
Il divieto di usare sacchetti non biodegradabili doveva partire nel 2010 ma poi è stato posticipato di un anno.
Dagli anni 80 ci siamo sempre piu’ lasciati andare all’usa e getta, perdendo alcune sane abitudini rimaste invece, almeno in parte, negli altri paesi europei, afferma Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente.
E’ stato un cambiamento di abitudini troppo sbrigativo, che ci ha fatto dimenticare la sporta della spesa, come pure ci ha fatto smantellare la filiera del vuoto a rendere.
Con la messa al bando dei sacchetti di plastica è giunto il momento di recuperare qualche buona abitudine persa nel tempo che farà un gran bene all’ambiente.
Sostituendo gli shoppers in plastica con sporte riutilizzabili (ogni italiano finora ne ha consumati mediamente 300 all’anno), si risparmieranno piu’ di 180 mila tonnellate di petrolio e altrettante di emissioni di CO2.
Un sacchetto in plastica resta nell’ambiente per centinaia di anni.
Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente questo lasso di tempo può variare dai 15 fino ai mille anni.
Anche se solo una parte dei circa 1000 miliardi di sacchetti commercializzati ogni anno in tutto il mondo viene dispersa nell’ambiente, provoca la morte di milioni di pesci, balene, delfini, tartarughe e altri animali.
Non ultimo, il problema della tossicita’: nella stampa dei sacchetti, specialmente nei paesi in via di sviluppo, sono spesso utilizzati coloranti cancerogeni e metalli come additivi che vengono rilasciati nell’ambiente per poi riconcentrarsi negli organi interni delle specie, esseri umani compresi.
Se è gradito il fatto di ricevere gratis le buste della spesa al supermercato per risparmiare (almeno finchè non finiranno le scorte), ben vengano sopratutto le iniziative finalizzate alla salvaguardia dell’ambiente che per svariati motivi è sempre più logorato.