Libri Scolastici e Risparmio: Progetto Liberi Libri

libri accatastatiNon bisogna certo essere degli scienziati per consentire a famiglie e studenti di risparmiare sui libri di scuola che sono sempre più cari. Lo hanno dimostrato diversi presidi e insegnanti virtuosi che tengono più alla cultura che agli interessi degli editori.

Purtroppo succede di rado ma in quei pochi casi i risultati sono stati di tutto rispetto.

Quando invece ciò non è avvenuto, molte famiglie e moltissimi studenti si sono trovati (e si trovano tutt’ora) concordi nel prediligere amazon libri di testo come sito internet da cui acquistare online le dotazioni librarie adottate dalla propria scuola, istituto o università.

Riguardo invece le volte in cui la scuole stesse si sono impegnate a far risparmiare chi frequenta le proprie classi e quindi il nucleo familiare, caso emblematico l’Itis Majorana di Brindisi che ormai da qualche anno, con l’iniziativa Book in progress adottata ben presto anche da altri istituti di tutta la penisola, ha trovato il modo di ridurre ai minimi termini la spesa degli studenti per i testi scolastici.

Molto meno conosciuto ma non meno valido o efficace, il metodo adottato dal Dirigente Scolastico dell’Istituto Tecnico S. Mottura di Caltanissetta.

Il progetto denominato Liberi Libri, permette a studenti e famiglie di dotarsi dei libri scolastici con una spesa che oscilla dai 20 ai 50 euro, diario compreso.

Per essere più precisi, tutti gli 800 alunni a prescindere dal reddito, fruiscono dei libri di testo con questa spesa annuale: Prime e terze classi 50 euro, seconde, quarte e  quinte classi 20 euro.

Com’è possibile che ciò avvenga se i costi della media nazionale sono superiori ai 300 euro annui?

Presto detto: occorrono buona volontà, organizzazione, voglia di fare e sopratutto bisogna avere a cuore la cultura dei propri studenti.

Nel caso in cui qualche altra scuola volesse seguire l’esempio, spiego meglio in cosa consiste il Progetto Liberi Libri.

Ormai diversi anni fa, il Preside Salvatore Vizzini, per contrastare il caro libri e andare incontro alle esigenze degli studenti, decise di investire 55 mila euro nell’acquisto dei libri di testo per le prime classi, chiedendo alle famiglie degli alunni un contributo a fondo perduto di 110 euro (che comunque era molto al di sotto del tetto di spesa annuale), incassando 22 mila euro.

L’anno scolastico successivo gli alunni delle prime (come da accordo) restituirono i libri in ottime condizioni (in caso contrario avrebbero dovuto ripagarli interamente).

Questi libri sono stati riutilizzati poi dai nuovi alunni (previo contributo di 90 euro), mentre i testi per le seconde classi acquistati nuovi e forniti agli studenti.

Per il terzo anno il contributo libri di scuola è sceso a 70 euro, nel quarto anno a 50 euro per le prime e le terze classi e 20 euro per le seconde, quarte, quinte.

Così facendo la scuola è stata capace di acquisire un patrimonio di 14 mila libri di testo che vengono di volta in volta rinnovati sostituendo quelli più vecchi.

Con il contributo annuale con cui partecipano le famiglie vengono acquistate le nuove edizioni di libri cambiandone uno all’anno.

Bilancio complessivo: in poco tempo la scuola ha raggiunto il pareggio recuperando interamente il capitale investito.

Il tutto per la gioia di studenti e famiglie che con una spesa oscillante tra i 20 e i 50 euro riescono ad avere ogni anno tutti i libri di cui hanno bisogno.

L’allora Ministro Gelmini disse che avrebbe punito le scuole che sforano il tetto di spesa sui libri e premiato quelle più virtuose.

Non risulta che ciò sia accaduto; sicuramente sarebbero stati almeno da prendere come esempio il Book in Progress del Majorana di Brindisi e il Progetto Liberi Libri dell’Istituto Mottura di Caltanissetta.



Altro su

Condividi la notizia, basta un semplice click!