Soldi: la Verità che Nessuno ti ha Mai Detto

Da quel momento in poi (tutt’ora è così quasi in tutto il mondo) se ad una banconota si attribuisce il valore X corrispondente alla cifra su di essa riportata, ciò avviene semplicemente perchè la accettiamo in pagamento sapendo che potremo a nostra volta cederla ad altri in cambio di prodotti o servizi.

Fin qui niente di strano, se non fosse per un semplice fatto di cui nessuno parla: le banche centrali attualmente stampano soldi a costo quasi zero e li rivendono ai paesi che ne hanno bisogno al valore impresso sulla carta + gli interessi.

Come sempre un esempio vale più di 1000 parole:  attualmente tutti sappiamo che l’Italia (e non solo) si trova in una grave crisi economica a causa del debito pubblico, che non è altro che il denaro che deve pagare alla banca centrale europea  (o a chiunque abbia acquistato i nostri titoli di debito) per coprire gli interessi e il capitale chiesto in prestito in molti anni di mala gestione dell’economia nazionale.

Come si crea il debito pubblico? anche questo facilmente spiegabile (in maniera volutamente semplificata): mettiamo il caso che l’Italia abbia bisogno di 10 miliardi di euro all’anno (cifra indicativa e molto più bassa di quella reale) per far funzionare annualmente il sistema paese.

Se l’economia va bene non fa altro che attingere alle casse dello Stato per far fronte alle spese; se l’economia invece va male (come succede ormai da diversi anni) se li fa prestare.



In questo caso non fa altro che rivolgersi alla Banca d’Italia (di proprietà di privati) che funge da intermediaria con la BCE (anch’essa in mano a privati) e chiede un prestito, emettendo come garanzia dei titoli di stato, attraverso cui si impegna a restituire la somma ricevuta + gli interessi.

Il problema nasce proprio qui: la Banca Centrale Europea, per stampare le banconote da prestare, non fa altro che assolvere alle stesse funzioni svolte da una tipografia un po’ più avanzata.

Per farla breve, stampa i soldi che gli vengono a costare intorno ai 30 centesimi per ogni banconota e li presta all’Italia (o a qualsiasi altra nazione che ne faccia richiesta) facendosi pagare non le spese + gli interessi che dovrebbero rappresentare il suo guadagno, ma la cifra riportata su ogni biglietto e gli interessi aggiuntivi.

Praticamente una banconota da 500 euro che alla BCE costa 30 centesimi, viene venduta all’Italia a 500 euro più il 2,5 % di interesse.




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