Tassa sul Contante: si Pagherà Anche per Versare Soldi in Banca

soldi tassatiL’ennesimo nuovo balzello del Fisco che si comincerà a pagare molto presto, riguarderà tutti i versamenti di danaro effettuati in banca: una vera e propria tassa sul contante sotto forma di imposta di bollo rapportata proporzionalmente a ogni deposito che superi l’importo pari alla cifra di 200 euro.

La nuova norma di contrasto all’evasione sarà discussa e potrebbe veder la luce nel prossimo Consiglio dei Ministri che si terrà il 20 febbraio 2015.

Secondo l’esecutivo alla guida del Governo, l’obiettivo è quello di acuire la lotta all’evasione fiscale attraverso quella che si configura in una vera e propria lotta al contante.

Il provvedimento, annunciato da Renzi in persona, arriverà con i decreti attuativi della delega su fisco internazionale e cooperative compliance.

Attraverso la delibera saranno aiutate le banche, anche se in maniera indiretta;  questo perchè, da una parte avranno l’accrescimento degli utili derivanti dalle operazioni di accredito elettronico, dall’altra una riduzione dei costi di gestione del contante attualmente stimato in circa 5 miliardi di euro.

La novella imposta sul denaro versato secondo le prime indiscrezioni riguarderà commercianti, artigiani e liberi professionisti.

L’obbligo interesserà anche supermercati, ipermercati, discount e tutti i soggetti che oggi operano nel settore vending (distributori automatici).

Oltre a ciò, nel prossimo decreto, vedranno la luce altre misure nei confronti delle imprese che avranno l’obbligo di memorizzare e trasmettere telematicamente all’amministrazione tributaria i corrispettivi giornalieri, mandando definitivamente in pensione gli scontrini di carta.

Bisognerà poi mantenere nella propria contabilità tutte le transazioni finanziarie con soggetti non residenti, di importi pari o superiori a mille euro.

Siamo dunque alle soglie dell’epoca delle fatture digitali, ribattezzate e-fatture poichè saranno adattate alle nuove tecnologie.

Sarà quindi la fatturazione elettronica tra privati, al fine di garantire la massima tracciabilità dei pagamenti, introducendo gradualmente la totale eliminazione della carta moneta.

Tutti i dati andranno a finire nel cosiddetto cassetto fiscale del contribuente, che potrà verificare a piacimento la propria posizione nei confronti dell’erario.

Le nuove norme, secondo le intenzioni decantate dall’esecutivo, serviranno a rendere più semplici gli obblighi fiscali e impedire che i furbetti delle tasse possano continuare ad evadere il fisco.

L’ulteriore strumento di contrasto all’evasione permetterà di incrociare i dati derivanti dalla fatturazione elettronica con le informazioni già disponibili nell’anagrafe tributaria e in quella dei conti correnti; in tal modo si potranno effettuare analisi di rischio sempre più mirate.

L’incentivo ai sistemi elettronici di pagamento serviranno dunque come dissuasore all’utilizzo dei contanti, se si considera che l’Italia è ultima in classifica tra gli stati europei riguardo l’uso di pagamenti tracciabili, come le transazioni online, l’impiego di bancomat e il ricorso a bonifici.

L’ennesimo salasso alle tasche dei contribuenti non è però privo di nodi da sciogliere: varrà anche per i comuni cittadini o solo per le imprese?

A quanto ammonterà l’imposta sui soldi da pagare ogni volta che si fanno dei depositi in contanti?

Per ora si sa solo che sarà rafforzato l’uso del Pos; chi ancora non ne è dotato e dovrà investire per adeguare i propri sistemi avrà diritto ad un credito d’imposta riservato in primis ai soggetti più piccoli come i commercianti al minuto.

In attesa di conoscere ulteriori dettagli riguardanti la nuova tassa sui depositi bancari,  cominciano ad abituarci all’idea che ben presto i soldi potrebbero sparire per sempre.




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