Combattere la Crisi Trasferendosi in Campagna

Trasferirsi in campagna per risparmiare è una valida alternativa per reagire alla crisi, vivere con pochi soldi e a contatto con la natura. Presto detto il perchè: gli affitti sono più bassi, si può coltivare l’orto e allevare gli animali sia per il proprio fabbisogno che per rivendere ad altri.

Buone ragioni per trasferirsi in campagna
Tanti validi motivi convergono nella scelta di vivere a contatto con la natura, optando per la campagna, dove la vita costa meno, l’aria è più salubre.

Tra le altre motivazioni più rilevanti che spostano l’ago della bilancia a favore della vita rurale: minor inquinamento, vita più tranquilla, costo degli affitti meno proibitivi rispetto ai centri urbani, alimentazione più sana e naturale.

Inoltre appare ormai assodato che la vita rurale, in base a diversi studi condotti in tal senso,  diminuisce considerevolmente il rischio dell’insorgenza di numerose malattie, anche piuttosto gravi.

Ciò è emerso in seguito a un’indagine condotta nel 2002 da un’equipe di medici spagnoli su un campione di 37.813 persone.

Gli esperimenti a conferma di tale scelta arrivano da ogni parte del mondo, senza contare di chi ha fatto del minimalismo e il downshifting a contatto con la natura, una scelta di vita con, udite udite, conseguente arricchimento economico grazie alla scrittura di libri in cui è stata riportata la propria esperienza di vita.

Crisi e vita in campagna
Per combattere la crisi economica che ormai interessa non solo l’Europa ma è estesa a gran parte del mondo, visto che la politica non riesce a dare risposte diverse dalle manovre finanziarie a discapito dei cittadini meno abbienti, c’è un’alternativa che arriva dal basso e si sintetizza in un’idea concreta: tornare alla terra e coltivarla.

Certo, non è alla portata di tutti ma se si riesce a trovare una casa anche piccola, con un appezzamento di terreno coltivabile, le eventuali spese sostenute all’inizio (per l’affitto della casa e la coltivazione della terra) potrebbero, nel giro di 6 mesi un anno al massimo, essere ammortizzate e da quel momento in poi vivere praticamente a costo quasi zero.

In che modo? Presto detto! Molti non sanno che, chi coltiva la terra in proprio, può rivendere i prodotti della terra, nello stesso luogo di produzione, usufruendo di una fiscalità semplificata.

Il cosiddetto regime di esonero per imprenditori agricoli infatti, permette, con un reddito massimo annuo al di sotto dei 7 mila euro,  di essere esonerati dalla dichiarazione dei redditi oltre che non avere alcun obbligo di emissione fatture.

Bisogna però aprire una partita iva e comunque quanto accennato sopra è da approfondire con un commercialista, oppure rivolgendosi ad un sindacato locale.




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