Prelievi di Contante: Multe in Arrivo

Seppure in teoria non ci sono limiti al ritiro di contante dalle banche e dai bancomat, secondo una norma prevista dalla prossima delega fiscale, ben presto potrebbero esserci multe che vanno dal 10 fino al 50 per cento della somma prelevata, se il prelevamento avviene senza giustificato motivo.

La disposizione in questione, che interesserà tutto il popolo delle partite iva, avrebbe come giustificazione il solito scopo decantato da anni in tutti i modi: quello di sconfiggere i pagamenti in nero facendo emergere il sommerso.

E anche se la legge sulla presunzione legale dei prelievi è già stata bocciata in passato dalla Corte di Cassazione (sentenza numero 228 del 2014) che l’ha definita incostituzionale poichè lesiva del principio di ragionevolezza e di capacità contributiva, è stato trovato il modo di farla uscire dalla porta e rientrare subito dopo dalla finestra attraverso il comma 7 Bis.

Fu il Governo Berlusconi l’artefice iniziale della direttiva incriminata, che attraverso i commi 402 e 403 della della Legge 30.12.2004, n. 311(finanziaria 2005), ampliò gli strumenti a disposizione dell’opera antielusiva dello Stato, attraverso una semplificazione procedurale delle indagini bancarie e una estensione dei soggetti passivi dei controlli effettuati dagli incaricati del settore.

Successivamente però la commissione tributaria rinviò tutto alla Consulta, che con la sentenza precedentemente menzionata, pose uno stop (si credeva) definitivo alla questione.

Questo fino ad arrivare ai giorni nostri, momento in cui, proprio in questo periodo, l’Agenzia delle Entrate che spesso scrive autonomamente molte norme in materia di tasse, ha fatto rispuntare la legge sui prelievi, ribattezzata anche col nome di legge sui bancomat.

In questo caso ovviamente è stato trovato un escamotage che vanifichi eventuali contestazioni da parte dei contribuenti.

Non a caso nel testo non si fa più menzione riguardo la presunzione legale sui prelievi, bensì si evidenziano esclusivamente le sanzioni applicabili nell’ipotesi in cui non si riesca a giustificarli concretamente.

Detta in parole povere, nel caso di controlli bancari, chi non indica (o indica in modo inesatto) il beneficiario dei prelievi (ovvero cosa si fa col contante ritirato) può essere multato fino alla cifra massima pari alla metà dell’importo prelevato.

Ovviamente al netto, si spera ma non è ancora sicuro, delle spese sostenute per vivere (cibo, bollette, affitto).



Approssimativamente, si può stimare che i controlli partiranno se si superano i 10 mila euro di prelievi in contanti all’anno o poco più (cifra considerata congrua per le spese di sostentamento e che quindi non vanno giustificate).

E se a evidenziare la questione non è stato un pinco pallino qualsiasi ma l’attuale sottosegretario all’economia Enrico Zanetti, c’è da credergli e trarne le dovute conclusioni.

I punti di vista più gettonati al momento sono questi due:

ennesino regalo alle banche poichè i titolari di partita iva (per il momento solo loro, ma da qui ad estenderlo a tutti i cittadini il passo è breve) sarebbero quasi costretti a ridurre al minimo l’uso dei soldi, lasciandoli sul conto corrente e usando il più possibile (e a caro prezzo) bancomat e carte di credito per le transazioni;

metodo persecutorio attraverso cui lo Stato spia le persone per sapere come spendono i propri soldi.

La triste verità è che anche se uno è sicuro di essere totalmente in regola, non sarà comunque esente da multe. Vuoi sapere il perchè? Ecco spiegato:

soldi in banca sul conto, dichiarazioni dei redditi, redditometro e spesometro in regola, idem entrate e uscite, pagamenti e incassi oltre soglia fatti come da legge, ovvero in modalità tracciabile dai mille euro in su.

Anche in tal caso, usando il contante solo per spese proprie, lecite ma non tracciabili, l’Erario potrà comunque presumere che tali somme siano state utilizzate per effettuare pagamenti in nero.

E meno male che non c’era nessun limite ai prelievi bancari in contanti.

La speranza è che la norma venga rivista prima che entri in vigore, ponendo un freno all’ennesima assurdità tutta italiana.





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