Cosa Coltivare per Guadagnare

Al giorno d’oggi l’agricoltura non rappresenta più la prima fonte di impiego, in quanto tra accordi commerciali Europei e concorrenza economica (soprattutto extraeuropea), buttarsi a capofitto in questo settore non è facile.

Coltivazioni redditizie

Coltivazioni redditizie

Se quindi stai sperando di guadagnare coltivando patate e cicorie con l’orticello di casa sei fuori strada.

Tuttavia l’agricoltura può rivelarsi una buona fonte di guadagno se si faranno le scelte giuste e si coltiverà e/o alleveranno le cose giuste.

Come iniziare

Prima di tutto si dovranno espletare tutte quelle formalità burocratiche per aprire una vera e propria azienda agricola, affidandoti ad un bravo commercialista il quale saprà anche consigliare eventuali finanziamenti che potresti avere a disposizione.

Molto utile sarebbe anche consultare ed informarsi direttamente sul sito della Coldiretti.

Passi successivi da compiere:

  • l’idea iniziale;
  • un piano di lavoro al quale attenerti;
  • il calcolo dei costi iniziali da affrontare per aprire l’attività;
  • avvio e mantenimento prima di ottenere utili.

Poi accertati che il terreno sia adatto a ciò che vuoi fare e a questo punto puoi finalmente sporcarti le mani.

Allevamenti redditizi

Partiamo dagli allevamenti; api, lombrichi, lumache.

Apicoltura

Ogni anno l’Italia esporta all’estero ben 4 mila tonnellate di miele italiano (ossia prodotto in Italia da api “italiane”).

Questo dato può darti un indicazione di quanto sviluppata ed importante sia l’apicoltura; anche perchè allevare api non significa solo produrre miele, ma anche produrre propoli, pappa reale e cera d’api.

Se ti interessa questo settore dovrai innanzitutto seguire un corso da apicoltore onde evitare brutte esperienze col simpatico insetto ed imparare quindi i segreti del mestiere: come trattare le api, come proteggerle e come ottenere i prodotti.

Molto indicato in questi casi è un terreno ricco di fiori e/o con terreni ricchi di fiori nelle vicinanze, posto in una zona poco ventosa e possibilmente non in pendenza.

Ricordati anche che avrai bisogno di tutta l’attrezzatura adatta, come arnie, tuta protettiva ed attrezzatura per l’estrazione.

Facendo due calcoli possiamo affermare che si può iniziare una attività di apicoltore con un investimento che oscilla dai 1500 ai 2000 euro; una cifra che in realtà non è molto impegnativa.

Allevamento di lombrichi

Alternativa interessante può rivelarsi quella di allevare lombrichi, in quanto non bisogna avere nessun tipo di preparazione specifica, né un terreno particolare posto in longitudini specifiche, in quanto vanno bene tutte le temperature e tutti i tipi di terreno.

Una volta i lombricoltori si dedicavano a questa attività con lo scopo di creare le esche da pesca, mentre oggi la tendenza è quella di creare dell’ottimo humus.

Basta infatti sistemare i piccoli vermetti in sacchi di terra areati, coprirli di letame ed il gioco è fatto: i lombrichi si metteranno a lavoro e in poco tempo creeranno un eccellente fertilizzante.

E’ un’attività che non richiede molto tempo né grosse somme di denaro, ottima soluzione per chi vuol crearsi una seconda entrata ed arrotondare lo stipendio senza avere grossi impegni.

Elicicoltura

E passiamo all’elicicoltura che altro non è che l’allevamento di lumache.

Rappresenta un settore che non conosce crisi, soprattutto in Italia, Grecia e Spagna.

A partire dal 2004 il mercato è costantemente cresciuto, a dispetto della crisi economica globale.

Si vende il prodotto ancora vivo, molto utilizzato nelle cucine tradizionali.

A differenza delle due precedenti opzioni, questa però richiede un impegno economico più oneroso.

Per creare un allevamento che abbia un senso bisogna investire una cifra che oscilla dai 20 ai 35 mila euro.

Questo perchè in un metro quadro di terreno possono starci solo 20 o 25 lumache, quindi occorre un grande appezzamento di terra per iniziare.

Serviranno inoltre delle attrezzature per lavorare il terreno, oltre ad un buon sistema di irrigazione in quanto le lumache adorano il terreno umido.

Bisognerà inoltre dividerlo con delle recinzioni in modo da creare zone dedicate all’ingrasso e zone per la riproduzione.

Coltivazioni redditizie

Passiamo ora alle coltivazioni vere e proprie.

Piante Officinali

In questi ultimi anni sta prendendo sempre più piede la moda di coltivare piante officinali ed aromatiche come il timo, la salvia, l’origano, la lavanda e la melissa.

Vengono utilizzate per ottenere alimenti, farmaci e cosmetici ed offrono un buon guadagno.

Per tuffarsi in questa avventura basta possedere un buon terreno, meglio che non superi i 5 mila metri quadri e suddividerlo in base alla grandezza nelle varie produzioni, rivolgendosi ad un buon vivaio per acquistare le prime piantine.



Sarà sempre il vivaio a consigliarti sui trapianti, sul raccolto e tutte le cure di cui hanno bisogno.

In linea generale possiamo affermare che questo tipo di attività ha bisogno di circa 4 anni per potersi assestare.

Ovviamente però ci sono molte variabili a partire dal tempo che gli dedicherai, dal tipo e grandezza del terreno e dalle condizioni climatiche.

Coltivazione funghi

Altro settore che non conosce crisi è quello della coltivazione dei funghi, oltre alla variabile del tartufo anche se quest’ultimo in confronto ai funghi è più un prodotto di nicchia, ma il maggior  prezzo compenserà la minor quantità di prodotto.

Tornando ai funghi invece, il primo passo da fare consiste nel creare il substrato dove impiantare i miceli che altro non sono se non gli apparati vegetativi dei funghi.

Puoi scegliere se arricchirlo con dei semplici trucioli di legno, oppure puoi far ricorso alla paglia (che viene spezzettata e opportunamente inumidita), al letame, al gesso e al fieno.

Il composto ottenuto deve “riposare” per due settimane a una temperatura di circa 25 gradi, permettendo così al micelio di accrescersi all’interno di esso.

Il passo successivo consiste nel ricoprire il substrato con dell’apposito terriccio ed attendere altri 10 giorni, giungendo così alla fase riproduttiva del fungo.

Ora è molto importante che la temperatura scenda intorno ai 18 gradi per ottenere dei buoni risultati.

Rispettando tempi e temperature  e garantendo il giusto livello di acidità del terreno, vedremo spuntare i primi funghi dopo una settimana circa.

Coltivare zafferano

Altra idea interessante può essere quella dello zafferano.

Bisogna sottolineare però che anche quella dello zafferano è una coltivazione onerosa, però se immaginiamo che un grammo di zafferano può raggiungere anche i 30 euro, la voglia di coltivarlo può tornare  in un attimo.

Ciò che occorre è  un terreno poco umido, dotato di un ottimo drenaggio, tale da evitare allagamenti in caso di piogge insistenti.

Il campo dovrà poi essere preparato attraverso macchinari specifici, come la motozappa, la vanga, la falciatrice e la sarchiatrice.

Preferibilmente il terreno dovrà essere concimato a fosforo e potassio.

Non resta quindi che impiantare i bulbi che si trovano sul mercato ad un prezzo che oscilla da 10 centesimi ad 1 euro.

Il ciclo vitale dei fiori è di circa due settimane.

In questo lasso di tempo i fiori dovranno essere tagliati con estrema cura per evitare danni ai pistilli e posti ad essiccare.

A questo punto puoi scegliere se rivendere direttamente i pistilli oppure se dotarti della strumentazione necessaria per produrre direttamente la polvere.

Credo che il consiglio migliore sia quello di iniziare con la vendita dei pistilli e successivamente, rinvestendo i guadagni, acquistare le attrezzature necessarie per cominciare a produrre la polvere di zafferano.

Coltivare il bambù

Tutti quanti siamo abituati a vedere il bambù come una pianta tropicale, in quanto la associamo facilmente col Giappone e con altri Paesi orientali.

Eppure il bambù si può sviluppare a temperature più rigide in quanto non appartiene  alla  famiglia delle piante tropicali.

Esso rappresenta una delle piante più richieste per abbellire i giardini.

Pensa che una pianta di bambù in vaso viene venduta a cifre superiori ai 100 euro.

Forse non lo sai, ma esistono diverse specie di bambù, anche adattabili al nostro clima; ecco perchè può rappresentare un’ottima fonte di guadagno.

Coltivare il jinseng

E visto che siamo arrivati a parlare del Giappone, restiamo ancora nell’argomento “oriente” e prendiamo in considerazione anche quest’altra idea: ginseng.

Chiamato anche  “Oro verde”, il ginseng è una coltivazione con una tradizione millenaria in Cina, e negli ultimi anni si è classificato tra le coltivazioni più redditizie qui in Europa, affermandosi come valida alternativa al classico caffè anche qui in Italia.

La pianta di ginseng necessita di almeno 6 anni per giungere a maturazione; un lasso di tempo lungo in cui però potrai comunque avere dei guadagni dalla vendita dei semi e dalle radici, per le quali occorrono tempi minori.

Non bisogna farsi scoraggiare da questo; per chi avrà la pazienza di aspettare un acro di terreno coltivato a ginseng può generare fino ad un profitto di 100.000 euro.

Ora che sai quali sono gli allevamenti e le coltivazioni più redditizie, non ti resta che scegliere quella che reputi più interessante per te e lavorarci sopra per iniziare a guadagnare sfruttando un terreno.







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