Condono: Nuova Proposta di Legge

Ma siamo sicuri che la soluzione del condono sia il modo migliore per affrontare la questione?

Condivisibili le esternazioni del sostituto procuratore generale presso la Corte di Appello di Napoli Ugo Ricciardi che ha dichiarato: le situazioni di disagio sociale si affrontino con strategie serie: canone agevolato, sostegno al reddito, edilizia popolare.

Tra i favorevoli al condono anche Paolo Romano presidente del Consiglio regionale campano che vorrebbe riaprire i termini del condono per sanare una discriminazione che ha penalizzato i suoi concittadini, unici in Italia a cui, nel 2003, l’allora governo regionale ha impedito di usufruire della sanatoria nazionale.

Tanti pro, tanti contro quindi, non solo tra politici e personaggi di spicco, ma anche tra i comuni cittadini. Facile ipotizzare che saranno ben contenti di un eventuale condono in vigore quelli che hanno costruito senza seguire le regole e il normale iter, giustificandosi, a torto o a ragione col diritto di avere una casa.

Doveroso però farsi qualche domanda in proposito: quanti saranno quelli che hanno costruito un’abitazione abusiva che di fatto possa essere considerata prima casa?

Quanti gli immobili che, oltre ad essere abusivi, sono stati realizzati seguendo gli standard minimi abitativi sopratutto in termini di sicurezza?



E se il condono diventasse operativo, chi si assumerebbe la responsabilità di eventuali crolli futuri se come evidenziato sopra circa un terzo del totale sono stati costruiti con materiali scadenti o non a norma?

Che dire di chi ha già una casa di proprietà intestata fittiziamente ad altri e magari si è fatto il villino abusivo su una zona demaniale e ora impreca al condono?

Forse prima di arrivare a condonare le abitazioni abusive si dovrebbe far luce su questi punti e scovare i furbi tra i furbi, per poi passare alle procedure di abbattimento ove lampante il tentativo di evadere la legge senza un briciolo di motivazione realmente valida.

Sempre che possa essere considerato valido il non avere un tetto sopra la testa come motivo per arrogarsi il diritto di costruire come e dove pare e piace.

A questo punto, se condono deve essere, si dovrebbe dare a chiunque il diritto di costruire la sua bella casa low cost come dove e quando vuole  a patto che il terreno sia di sua proprietà, così come succede in tanti altri paesi esteri.




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