Come Cancellarsi dal Crif

La segnalazione scatta solo dopo 2 rate mensili mancate sulla rateizzazione di un mutuo o di una carta di credito o di un prestito leasing, ecc…  A questo punto gli istituti di credito, 15 giorni prima della scadenza della seconda mensilità devono inviare una comunicazione scritta al consumatore ricordandolo di saldare il debito pena l’iscrizione al Crif.

Se non si fa questo sarà il consumatore ad avere la meglio; se infatti non riceve la comunicazione scritta potrà prima cosa richiedere la cancellazione dal Crif ed un risarcimento danni dovuto magari per non aver potuto aprire un conto corrente, ecc…   Se invece non si copre un assegno si finisce nel registro dei protestati e non dei cattivi pagatori.

Questi dati così raccolti hanno un tempo di permanenza ben definito nei vari Sic. Per le richieste di finanziamento: 6 mesi se l’istruttoria lo richiede o per 1 mese in caso di rifiuto della richiesta o di rinuncia; in caso di morosità di 1 rata o di un solo mese, poi sanata: non viene mai iscritta in Crif; se invece la morosità è di 2 rate o due mesi, poi sanate: 12 mesi dal momento del pagamento.

La morosità di 3 o più rate o di oltre due mesi, poi sanate: 24 mesi dal momento del pagamento; infine per le morosità non pagate: 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto dell’ultimo aggiornamento.

Spesso si sente in giro di millantate agenzie che dietro una bella somma promettono la cancellazione anticipata dei dati nel Crif; bene questo è praticamente impossibile: sono solo dei truffatori.

Così come i Sic non possono conservare questi dati oltre i termini sopra descritti è anche vero che prima di detti termini il consumatore non può chiederne la cancellazione; nemmeno in caso di saldo dei pagamenti.



Le uniche informazioni che possono essere cancellate prima sono i dati positivi o neutri (ossia la semplice richiesta di un credito o il fatto che determinate rate siano state pagate nei tempi previsti o anticipatamente); o in caso di errore o mancato aggiornamento dei dati da parte dell’istituto di credito.

Le conseguenze del ritrovarsi iscritti al Crif sono il vedersi negare un mutuo, ma anche la richiesta da parte della banca di restituire la carta di credito o addirittura un fido concesso in precedenza, oltre a vedersi negata la possibilità di aprire un nuovo conto corrente.

Chiunque abbia dei dubbi in proposito può richiedere di verificare la propria posizione ai Sic compilando un modulo on-line ed allegando fotocopia di un documento identificativo. Dopo 15 giorni il Sic darà tutte le informazioni in merito pagandosi 10 euro nel caso il consumatore sia “pulito”. Al contrario se vi sono delle segnalazioni a suo nome è tutto gratuito.

Naturalmente se un consumatore si ritrova iscritto in modo immotivato; perchè c’è stato un errore da parte della banca, o perchè vi è stato un furto di identità o una frode, può richiedere la cancellazione dei suoi dati.

In ultima analisi: per i lavoratori autonomi (una volta segnalati ai Sic) non è possibile più accedere ad un prestito, mentre per i lavoratori dipendenti vi è sempre la scappatoia della cessione del quinto dello stipendio; attraverso cui l’istituto creditore recupera alla fonte il proprio credito prendendolo direttamente dallo stipendio.




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