Tassa sui Condizionatori: Non Tutti la Devono Pagare

Climatizzatori e sistemi per la produzione di acqua calda sanitaria a Gas metano o GPL con potenza compresa tra 10 kW e 100 kW controllo efficienza energetica se superiore a 100 kW controllo ogni 4 anni;

Climatizzatori invernali o per la produzione di acqua calda sanitaria a combustibile liquido o solido minore di 20 kW e non inferire a 10 kW;

Macchine frigorifere/Pompe di calore compresa tra 12 kW e 100 kW;

Cogenerazione e teleriscaldamento Superiore a 100 kW.

Chi non si mette in regola, rischia multe salatissime che possono oscillare da un minimo di 500 ad un massimo di 3 mila euro.

Ma come si fa a capire se il proprio impianto rientra tra quelli soggetti a tale legislazione, ovvero in che modo calcolarne la potenza?

Libretto di manutenzione a parte, come già detto, la tassa va pagata solo se il proprio impianto supera i 12 kW, che per i sistemi di raffrescamento va calcolata moltiplicando la potenza del condizionatore espressa in Btu per 0.000293 (difficilmente si arriva a 12). 

Dunque, la famigerata tassa sul caldo e freddo, interesserà un numero limitato di famiglie.

Occhio però che i sistemi che scaldano casa è invece più facile che siano di potenza di almeno 10 chilowatt. 

In tal caso la tassa va pagata, ma da qui a lasciar intendere che riguardi tutti gli impianti senza alcuna eccezione c'è una bella differenza.