I consumatori dell’anno che verrà

– Dimenticare la recessione: i cambiamenti sociali che domineranno nel 2010 tendono a guardare al futuro.

– Occhio alla sostenibilità: il consumatore è sempre più attento alle tematiche riguardanti la salvaguardia dell’ecosistema.

– Cultura urbana: considerare la crescente urbanizzazione delle metropoli studiandone tendenze, usi e costumi di ogni area di riferimento.
Meno del 5 % della popolazione mondiale viveva nelle città di un secolo fa.

La percentuale ad oggi supera il 50% e si prevede che entro il 2050 raggiungerà il 70% ed oltre. Secondo Alex Steffen, direttore del WorldChanging, le comunità urbane stanno diventando sempre più gli epicentri dell’ innovazione.

– Real time: qualunque cosa si voglia immettere sul mercato nel 2010 si tenga conto che sarà esaminata e recensita grazie al web da masse enormi di consumatori, in spazi temporali molto ridotti.

L’enorme mole di opinioni porterà ad un flusso in tempo reale di informazioni, reperibili e visibili a tutti. La gente sempre più condividerà le sue azioni quotidiane: comprare, ascoltare, guardare, partecipare; tutto avverrà in real time e i consumi saranno influenzati dalle esperienze e dalle opinioni di colleghi, parenti , e amici.



– Lusso: Il mercato del lusso riprenderà quota spostando la sua natura verso l’esclusività , l’eccentricità,  e la stravaganza.

Il concetto del lusso, strettamente legato a ciò che  è riservato a pochi, diventerà disponibile in luoghi riservati a pochi. Nasceranno luoghi Limited in cui reperire prodotti non disponibili  nei comuni canali di distribuzione.

– Generosità: la tendenza si adatterà allo spirito del tempo, portando a servizi di donazione più pragmatici e collaborativi per i consumatori.

– Social media: milioni di profili di utenti e potenziali consumatori, attendono solo di essere analizzati,  coccolati, compresi, e, sopratutto considerati attivamente.

– Coinvolgimento: coinvolgere i consumatori nel processo di sviluppo sin dal primo giorno, riducendo al minimo la possibilità di ricevere recensioni negative.

Un punto lo voglio proporre io: l’empatia. Sforzarsi di comprenderne le esigenze, accoglierle, e parlare la lingua del consumatore.




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