Tassa sui Condizionatori: Non Tutti la Devono Pagare

La nuova tassa sui condizionatori costerà in media 200 euro l'anno per ogni nucleo familiare. Questa la notizia che sta facendo il giro del web nelle ultime ore. Le cose per fortuna non stanno davvero così visto che si dovrà pagare solo in alcuni casi ed esclusivamente se sussitono particolari requisiti.

Sull'argomento la disinformazione online sta regnando sovrana, anche su siti internet di testate giornalistiche di un certo livello, che pur di attirare i lettori e accaparrarsi qualche visita, stanno sparando un sacco di cavolate riguardo la gabella sui climatizzatori d'aria che colpirebbe praticamente la maggior parte degli italiani.

Di fatto, l'imposta sull'aria fredda e calda, quindi relativa non solo a sistemi di raffrescamento estivo ma anche per quelli di riscaldamento invernale, vale solo per gli impianti con potenza superiore ai 12Kw, riguardo i condizionatori, e di almeno 10 Kwh se invece si tratta di sistemi per scaldare casa.

Tutto ciò è previsto da due direttive europee finalizzate a promuovere l'efficientamento energetico degli edifici: la 2002/91/CE e la 2010/31/UE.

Il recepimento per l'italia è arrivato non adesso, ma nel 2005 col Decreto Legge 192, attraverso cui era stato istituito il libretto di centrale detto anche libretto d’impianto.

Le leggi europee, dunque già in vigore dall'ottobre dell'anno scorso (2014), prevedono la manutenzione e l’ispezione regolari, da parte di personale qualificato, degli impianti di riscaldamento e condizionamento.

Non solo per una questione di efficienza energetica (e quindi di risparmio anche per l’utente) ma anche di sicurezza.

Fermo restando che, ogni singola regione, potrà decidere in modo autonomo se effettuare i controlli annualmente, ogni biennio, oppure a intervalli di 4 anni.

Rientrano tra gli impianti soggetti alle suddette norme gli impianti indicati di seguito.




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