Scuola: Risparmiare col Book in Progress

Mentre molte scuole continuano a sforare il tetto di spesa sui libri di testo, qualcuna più parsimoniosa ed attenta ai bisogni di studenti e famiglie si ingegna con iniziative mirate a far spendere il meno possibile pur mantenendo alta la valenza culturale dei contenuti.

E se uno dei modi per comprare le dotazioni librarie usufruendo di uno sconto è quello proposto da amazon libri scolastici, di sicuro ci sono scuole (ancora poche a dire il vero) che sono riuscite ad andare oltre, con iniziative come quella descritta in questo articolo.

Book in progress: intrapresa qualche anno fa dall’ITIS Majorana di Brindisi, l’iniziativa riscosse fin da subito il consenso di studenti e nuclei familiari poichè permise di realizzare libri di testo low cost di elevato spessore scientifico e comunicativo, scritti dai docenti.

L’iniziativa ha dimostrato di migliorare l’apprendimento degli allievi fornendo una risposta concreta ai problemi economici delle famiglie e del caro libri, con un piano editoriale che permise la consegna dei libri di testo per diverse discipline.

Tra queste: Italiano, Storia, Geografia, Scienze Integrate Chimica, Inglese, Scienze integrate Fisica, Diritto ed Economia, Matematica, Informatica, Tecnologia e Disegno, Scienze Naturali, ecc.

Testi composti da una serie di fascicoli continuamente aggiornati seguendo lo stile già consolidato di wikipedia, con un orientamento rivolto all’apprendimento scolastico.

La struttura del Book in Progress infatti consentì di variare, sulla base delle esigenze didattiche, formative e degli apprendimenti degli allievi, i contenuti fruibili.

I testi offerti dal Majorana apparvero subito molto più ordinati, in quanto gli insegnanti realizzarono un vero e proprio percorso da seguire, senza saltare da un argomento all’altro come succede con i libri di testo che sono generici, scritti chissà dove e chissà da chi, per una classe ideale e non per quella specifica classe.

Dal punto di vista economico, le famiglie risparmiarono molto sul costo dei libri sempre più dispendioso. Si evitò inoltre, di portare a scuola libri molto pesanti che spesso sono solo in parte utilizzati in classe.

I testi scolastici, solitamente, non sempre presentano una struttura compatta e consecutiva degli argomenti, cosa che porta solamente confusione, specialmente nei ragazzi che frequentano il primo anno delle superiori.

Il book in progress invogliò decisamente a studiare, in quanto lezioni semplificate ma ricche allo stesso tempo di concetti basilari. Questo diede la possibilità agli studenti di comprendere facilmente in classe e studiare senza problemi a casa.

A tale iniziativa si affiancarono video lezioni ed assistenza on line a favore degli alunni. Ciò al fine di consentire un più pronto recupero degli apprendimenti.

L’idea messa in atto, oltre a consentire un forte risparmio, consentì di accrescere il rendimento didattico degli alunni e ridurre in maniera considerevole la dispersione scolastica, talvolta dovuta proprio ai costi proibitivi dei libri di testo.

Nell’arco di un anno, da iniziativa isolata, il book in progress si trasformò in una vera e propria rete alla quale aderirono diverse scuole di molte regioni italiane tra cui Puglia, Campania, Calabria, Molise, Lombardia, Toscana, Friuli, Marche e Umbria.

Dal book in progress al libro digitalizzato

Il Majorana dunque per prima ha spianato la strada ad un nuovo modo di fare cultura di qualità a costi contenuti; l’anno successivo un nuovo passo avanti fu fatto dal book in progress che diventò Net in progress.

I libri scritti dai docenti, in versione ebook (oltre alla versione cartacea stampata dalla scuola da tenere a casa per lo studio inteso in senso classico), vennero inclusi in una chiavetta usb da utilizzare con il netbook che la scuola mise a disposizione delle famiglie a costo ridotto.

L’iniziativa è fu intrapresa previa consultazione con le famiglie degli studenti che accolsero favorevolmente l’idea. Il mini portatile chiaramente restò di proprietà degli alunni, che portandolo a scuola al posto dei libri lo usarono per seguire le lezioni in maniera interattiva.

L’innovazione non si fermò qui: al posto di lavagna e gessetto postazioni telematiche con pc da 19 pollici, schermo touch screen e telecamera incorporata.

Le lezioni quindi furono tutte registrate e rese disponibili online, in modo che anche gli studenti ammalati (o coloro che volevano rivederle) potettero assistere o usufruirne.

Ferma restando obbligatoria la frequenza scolastica.

Con circa 30 euro, gli alunni usufruirono della maggior parte dei libri di testo, oltre ad uno zaino e ad un diario; a riprova che non solo si può risparmiare sui testi scolastici, ma si può anche studiare meglio e a costo ridotto.

Le classi digitali all’inizio erano solo alcune, ma con la fase di sviluppo del progetto l’apprendimento digitale, mai visto prima in altre scuole europee, fu ben ben presto esteso a tutte le classi.

Tante volte mi sono chiesto: chissà quando gli studenti potranno andare a scuola solo con un computer al posto dei libri; quel giorno per alcuni è già arrivato.

C’è da credere (o almeno da sperare) che il Book in progress non tarderà molto a diventare la normalità.

Tra qualche anno gli zaini stracolmi di libri pesanti e costosi forse resteranno solo un ricordo da raccontare ai nostri figli o nipoti.



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