Pagamento dell’Affitto: non si può più Fare Usando Soldi Contanti

Pagamento affitto contantiA partire dal primo gennaio 2014 è in vigore il divieto di pagare in contanti il costo dell’affitto. Dovrà essere utilizzato obbligatoriamente un metodo di pagamento tracciabile, come ad esempio il bonifico bancario, l’assegno, la carta di credito o il bancomat, i vaglia postali.

La nuova norma, prevista dalla legge n. 147 del 2013 al comma 50, è operativa da quest’anno. Tale regola riguarda qualsiasi contratto riferito a residenze abituali, stagionali (anche turistiche) e studentesche, a prescindere dalla somma.

Non è invece ancora ben chiaro come stanno le cose riguardo i box auto in affitto; nel dubbio, anche in questo caso è meglio quindi corrispondere il dovuto con sistemi tracciabili.

Ciò vuol dire che tutti gli inquilini non potranno più usare denaro liquido per pagare il canone di locazione. Lo scopo ancora una volta è quello di contrastare l’evasione fiscale cercando di far emergere i numerosi casi di affitti in nero.

La stessa cosa vale anche per gli stranieri non residenti; in questa circostanza non è valido nemmeno il maggior limite di 15 mila euro previsto dalle norme in materia di antiriciclaggio per gli stranieri extra Ue riguardante le attività commerciali.

Spetta ai singoli Comuni (oltre che all’Agenzia delle Entrate) il compito di vigilare affinchè le norme vengano rispettate, invalidando in caso contrario, qualsiasi tipo di agevolazione nei confronti del proprietario o dell’inquilino dell’immobile.

Sanzioni per chi paga l’affitto in contanti

Se si viola il rispetto delle nuove normative, sono previste multe variabili dall’1 fino al 40% dell’importo e sarà applicata sia al proprietario dell’immobile che all’inquilino. Nei casi più estremi, le pena pecuniaria potrebbe arrivare fino a 3 mila euro.

Oltre alle sanzioni si perderà anche il diritto ad usufruire di eventuali benefici fiscali, come la detrazione Irpef al 19% e quella prevista per gli studenti universitari fuori sede.

Canone d’affitto in contanti: casi di esclusione

Restano esclusi dal corrispondere il pagamento con strumenti tracciabili i negozi, gli uffici, i capannoni e tutti gli immobili appartenenti all’edilizia residenziale pubblica.

Sempre che l’importo mensile non superi i 999,99 euro, limite al di sopra del quale diventa sempre e comunque vietato pagare in contanti così come previsto dalla legge sull’antiriciclaggio.




Altro su:



Condividi la notizia, basta un semplice click!