Guida al Rimborso sulla Tassa di Concessione Governativa

Una decisione della commissione tributaria del Veneto, ha stabilito illegittimo il pagamento della tassa in seguito all’entrata in vigore del Codice delle Telecomunicazioni (DLGS. N. 259/03). La sentenza ha aperto la strada alle richieste di rimborso da parte degli utenti che hanno un abbonamento di telefonia mobile.

Vediamo come farsi restituire quanto pagato negli ultimi 3 anni.

Cos’è la Tassa di Concessione Governativa

In linea generale si tratta di una imposta dovuta per avere in concessione beni o servizi di pubblica utilità.

Una sorta di corrispettivo solitamente connesso all’emanazione di un atto o provvedimento.

Gli atti per cui è dovuto il pagamento sono suddivisi in 4 tipologie: per il rilascio, per il rinnovo, per il visto e la vidimazione annuale.

Gli stessi sono riportati nel DPR 641/72 e i più comuni e conosciuti sono: rilascio del passaporto, porto d’armi, concessioni per le diffusioni di programmi radio o televisivi, ecc.

Associazioni sportive e onlus sono solitamente esentate dal pagamento.

Nello specifico, la tassa di concessione governativa sui contratti di telefonia mobile, ammonta per i contratti ad uso privato ad euro 5.16 mensili.

Per i contratti ad uso affari invece (contratti aziendali) l’importo è di Euro 12,91 e viene applicata per legge (art. 21 DPR 26/10/72 n.641).

Gli importi sono anticipati, cioè relativi al bimestre successivo al periodo di fatturazione indicata.

Finora erano esentate dal versamento dell’imposta le amministrazioni statali e le agenzie fiscali.

L’importo versato va direttamente nelle casse statali che concepì tale tassa quando possedere un cellulare era considerato un lusso.

Attualmente non è più così visto che i telefonini sono diventati uno strumento di comunicazione indispensabile ed alla portata di tutti ma la tassa finora è comunque rimasta.

Cosa dice la sentenza della commissione del Veneto

La recente giurisprudenza tributaria ha definito impropria la tassa di concessione governativa sui contratti di telefonia mobile.

Nello specifico, la pronuncia n° 5/1/11 emanata dalla commissione tributaria e depositata il 10 gennaio 2011  ha dichiarato l’illegittimità della tassa di concessione sui telefonini permettendo anche ai privati di richiedere il rimborso triennale.

Questo perchè col d.lgs. 259/2003 aprendo la privatizzazione dei servizi ha avuto come conseguenza principale il passaggio della concessione governativa da atto amministrativo di natura pubblicistica a contratto ovvero uno strumento di diritto privato che presuppone una posizione di parità tra i contraenti.

La CTR Veneto ha accertato che la tassa non deve essere pagata perché illegittima e ciò anche in favore dei clienti privati.

La vicenda è stata sottoposta anche alla Corte di Giustizia della Ue a seguito dell’invio da parte della CTP di Taranto della documentazione relativa ad un contenzioso analogo.

Come richiedere il rimborso

Per richiedere il rimborso bisogna compilare una domanda di diffida che molte associazioni di consumatori hanno  predisposto e spedirla alla sede legale della propria compagnia telefonica.

Importante ricordarsi di mandare la comunicazione tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, nella quale bisogna allegare anche la copia delle ricevute o fatture di pagamento.

La campagna  per l’abolizione della tassa di concessione governativa è partita dall’Adoc che invita a inviare alle sue sedi copia della domanda via fax oppure via posta elettronica.

Il fatto che i gestori hanno iniziato a eliminare tra le voci di spesa l’importo per la tassa di concessione governativa (come segnalato da diversi utenti), comunque dimostra che la sentenza è stata recepita.

Ad oggi, svariate decine di migliaia di persone hanno già fatto domanda di rimborso.

Se i gestori telefonici non dovessero accettare la richiesta di rimborso, si potrà sempre predisporre un’azione collettiva.



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