Contratti Bancari: le Nuove Regole

Maggior tutela per i cittadini con l’entrata in vigore delle nuove norme sulla trasparenza bancaria. Gli istituti di credito possono cambiare le condizioni contrattuali avvisando il cliente almeno 2 mesi prima e a patto che ci siano dei validi motivi. Oltre a ciò, i contratti, dovranno avere il tasso d’interesse bloccato.

La riforma del credito al consumo è avvenuta con l’entrata in vigore della Direttiva 2008/48/CE, che ha permesso all’Italia di adeguarsi alle normative europee.

Lo scopo è quello di tutelare maggiormente i consumatori che possiedono o aprono un conto in banca oppure accendono un mutuo.

Gli istituti di credito dovranno essere più trasparenti nei confronti dei consumatori, evitando ad esempio clausole contrattuali incomprensibili, come spesso è avvenuto finora.

Con l’entrata in vigore del decreto legislativo, è stata introdotta anche la cosiddetta regola del giustificato motivo.

Banche e istituti di credito, non potranno più cambiare le condizioni contrattuali (in particolar modo quelle economiche) se non in presenza di un motivo giustificato.

D’ora in poi dovranno dimostrare che ci sono dei fattori oggettivi che rendono necessario modificare il contratto per proseguire il rapporto.

Possono essere considerati tali solo eventuali riforme di legge, oppure cambiamenti del contesto economico.

Senza giustificato motivo, eventuali modifiche non hanno alcuna validità e non possono essere applicate. Per essere valide devono essere accettate dal cliente sempre che non receda prima dal contratto.

Anche il tasso di interesse non può essere variato a piacimento. Se si tratta di mutui poi, le modifiche non possono mai colpire le clausole del contratto che fissano tassi d’interesse.

In pratica i tassi d’interesse concordati al momento della firma del contratto devono restare i medesimi per tutta la durata del mutuo.

Nel caso in cui si tratti di mutui a tasso variabile o indicizzato, ci può essere un adeguamento relativo esclusivamente all’indice Euribor (costo del denaro); il tasso deve sempre e comunque restare il medesimo.



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