Bonus Bebè 2015: 80 Euro al Mese alle Mamme per 3 Anni

bonus bimbi 2015L’ultimo annuncio di Renzi riguarda una misura a favore delle mamme che dal 2015 avranno un buono nuovi nati pari a 80 euro al mese per i primi 3 anni di vita del loro figlio. Sarà destinato a chi avrà un figlio e sarà garantito per i redditi sotto i 90 mila euro lordi, salvo ulteriori aggiustamenti in corso d’opera.

Il bonus nascite a detta del premier aiuterà le famiglie ad acquistare ciò che serve per il proprio bebè, non solo nei primi mesi di vita ma fino ai 3 anni di età.

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bonus nascite 2017 in base all’Isee.

Costo stimato per le casse statali di circa 3 miliardi di euro nel prossimo triennio (50 milioni nel 2015, il doppio l’anno successivo, un miliardo e mezzo nel 2017), sempre che le nascite non aumentino rispetto a quelle annunciate dai dati Istat 2013 secondo cui siamo al minimo storico con 514 mila bambini nati.

Resta dunque da vedere quante saranno le neo mamme l’anno venturo, chi davvero potrà usufruire del beneficio e quali requisiti dovrà avere, sempre che il provvedimento entri davvero in vigore.

Il sostegno economico alle mamme ha sopratutto lo scopo di incentivare le coppie a fare figli visto che le nascite in Italia sono ogni anno in calo costante.

A quanto pare il provvedimento non riguarderà solo gli italiani ma anche i figli di stranieri che siano in possesso di residenza nel territorio nazionale e abbiano il permesso di soggiorno da almeno cinque anni.

Secondo i dati in nostro possesso l’82% delle nascite viene da donne italiane, mentre il restante 18% da donne straniere.

Il cosiddetto Fondo famiglia è previsto dall’articolo 13 della legge di Stabilità che a breve dovrebbe essere vagliato dal parlamento.

L’annuncio dell’attuale Presidente del consiglio è avvenuto in tv nel programma Domenica Live condotto da Barbara D’urso su Canale 5.

Testuali parole dell’ex sindaco fiorentino: “Dall’1 gennaio del 2015 daremo gli 80 euro non solo a chi prende meno di 1.500 euro al mese ma anche a tutte le mamme che fanno un figlio per i primi tre anni. Si tratta di mezzo miliardo destinato alle famiglie” .

Prosegue e conclude poi: “So cosa vuol dire comprare pannolini, biberon e spendere per l’asilo. È una misura che non risolve un problema ma è un segnale”.

Sarà l’ennessimo ed inutile intervento a pioggia per comprare ulteriore consenso elettorale oppure si tratterà di una iniziativa efficace ed in grado di aiutare davvero le famiglie?

Sicuramente chi guadagna 90 mila euro potrebbe benissimo farne a meno, e non saranno 80 euro in più o in meno a influire sulla decisione di mettere al mondo un figlio.

Forse sarebbe stato meglio occuparsi dei nuclei familiari più numerosi e a basso reddito?

Dal Viminale spiegano che la nuova misura non inciderà sugli 80 euro concessi a chi guadagna meno di 1.500 euro netti al mese.

In attesa delle linee guida, si spera almeno che il bonus bebè 2015 non sia l’ennesima beffa ai danni dei cittadini come è già accaduto in passato quando Berlusconi assegnò mille euro a tutti i nuovi nati con una lettera a firma dello stesso cavaliere che fu spedita direttamente a casa di 600 mila famiglie.

Peccato che poi furono in molti i nuclei a dover restituire i soldi ricevuti vista la poca chiarezza dell’iniziativa che a molti sembrò una vera e propria truffa.

Furono infatti circa 80 mila famiglie che, dopo aver incassato l’assegno, dovettero restituirlo dietro richiesta del ministero delle Finanze secondo cui lo avevano percepito indebitamente.

L’ultima campagna acquisto voti del novello Berlusconi di sinistra (?) al momento è osannata da quasi tutta la stampa italiana, sempre pronta a difendere il politico di turno a capo del bel paese, anche quando, proprio come adesso, non è stato eletto da nessuno ma proclamato dagli stessi politicanti che da più di 20 anni a questa parte dimorano indisturbati al palazzo della casta.

Il bonus bebè venne introdotto per la prima volta nel 2006, sotto forma di aiuto economico riservato alle neo mamme con figli minori di anni 3.

In seguito, nel 2012, fu trasformato in Voucher Inps ai nuovi nati (300 euro al mese per 6 mesi) e consisteva in una erogazione a favore dei genitori che rinunciavano al congedo parentale, mandando i figli all’asilo o assumendo una baby sitter.

Si auspica almeno che il buono nuovi nati (ritenuto da molti l’ennesimo spot televisivo fatto da Renzi) terrà anche conto del quoziente familiare.

Basteranno circa mille euro all’anno in più a convincere  le coppie a moltiplicarsi? Per il momento di sicuro si sà che ci sono tanti dubbi sulle coperture, specialmente per gli anni successivi al primo.




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